C’era una volta una piccola barca che navigava in mezzo al mare insieme al suo equipaggio di marinai.
Il cielo era scuro e il vento soffiava forte. Le onde si alzavano alte come montagne, e i marinai avevano tanta paura.
— Oh, poveri noi! — gridavano. — Il mare ci porterà via!
Ma dopo un po’, il vento cominciò a calmarsi.
Le nuvole si aprirono e il sole tornò a splendere sull’acqua.
La barca riprese a scivolare dolcemente tra le onde, spinta da venti gentili.
I marinai, felici, saltavano e ridevano:
— Evviva! Siamo salvi! Che fortuna!
Allora il vecchio navigatore, un uomo saggio con la barba bianca e gli occhi tranquilli, disse loro:
— Amici miei, ricordate: non bisogna lamentarsi troppo quando arriva la tempesta,
né esagerare nella gioia quando torna il sereno.
La vita è come il mare: a volte si arrabbia, a volte ci accarezza.
Bisogna imparare a stare in equilibrio tra la paura e la felicità.
I marinai ascoltarono in silenzio, e da quel giorno, ogni volta che il cielo cambiava,
non si disperavano più né gridavano troppo di gioia.
Sapevano che dopo la pioggia può tornare il sole,
ma anche che dopo il sole può tornare la pioggia.
Versione Originale
De fortunis hominum
Cum de fortunis quidam quereretur suis,
Aesopus finxit consolandi gratia:
vexata saevis navis tempestatibus,
inter vectorum lacrimas et mortis metum
faciem ad serenam subito ut mutatur dies,
ferri secundis tuta coepit flatibus
nimiaque nautas hilaritate extollere.
Factus periclis tum gubernator sophus:
«Parce gaudere oportet et sensim queri,
totam aeque vitam miscet dolor et gaudium».
Traduzione Letterale in italiano
(Riguardo) le sorti degli uomini
Quando qualcuno si lamentava delle sue sorti,
Esopo, per consolarlo, inventò (questa storia):
un’imbarcazione, scossa da violente tempeste,
tra le lacrime e il timore della morte degli uomini a bordo
all’improvviso (volge) lo sguardo verso il sereno così il giorno viene mutato,
inizia a essere trasportata da venti favorevoli
e i marinai si rallegrano eccessivamente.
Allora il navigatore esperto dice:
“Bisogna essere moderati nel gioire e nel lamentarsi,
la vita è composta da dolore e gioia”.
Morale della favola
La gioia e il dolore si alternano come il sole e la pioggia.
Chi sa accettare entrambi con serenità è come un buon marinaio:
non teme le tempeste e sa godersi il sereno.