C’era una volta un uomo buono e gentile, chiamato l’Eunuco, che viveva nel cortile di un grande palazzo.
Tutti lo rispettavano perché lavorava con impegno e parlava sempre con dolcezza.
Un giorno, però, arrivò un uomo malvagio, sempre pronto a ridere degli altri.
Appena vide l’Eunuco, notò che gli mancava un dito della mano.
E cominciò a prenderlo in giro, ridendo e dicendo parole cattive:
— Guarda! Non sei intero! Come puoi lavorare bene se ti manca un dito?
L’Eunuco si fermò, lo guardò con calma e rispose:
— È vero, mi manca un dito, e per questo metto ancora più cura in ciò che faccio.
Non ho bisogno di mostrarlo a nessuno: chi mi conosce sa che il mio cuore è integro.
Poi aggiunse:
— Sciocco, perché mi prendi in giro per qualcosa che non posso cambiare?
Non è vergognoso ciò che capita per sorte, ma solo ciò che l’uomo merita per le sue cattive azioni.
L’uomo malvagio tacque.
Quelle parole gli si posarono nel cuore come una goccia d’acqua limpida su una pietra dura.
E da quel giorno, ogni volta che stava per ridere di qualcuno, ricordava l’Eunuco e la sua saggezza.
Così imparò che la vera mancanza non è nel corpo, ma nel cuore di chi non sa essere gentile.
Versione Originale
Eunuchus ad improbum
Eunuchus litigabat cum quodam improbo,
qui super obscena dicta et petulans iurgium
damnum insectatus est amissi corporis.
«En» ait «hoc unum est, cur laborem validius,
integritatis testes quia desunt mihi.
Sed quid fortunae, stulte, delictum arguis?
Id demum est homini turpe, quod meruit pati».
Traduzione Letterale in italiano
L’eunuco contro un uomo malvagio
Un eunuco litigava con un uomo malvagio,
che lo attaccava con parole oscene e una lite petulante,
accusandolo della perdita del suo corpo.
“Ecco” disse “questa è l’unica cosa per cui lavoro con maggiore forza,
poiché mi mancano i testimoni della mia integrità.
Ma tu, sciocco, perché mi incolpi per una colpa dovuta alla sorte?
E’ vergognoso per l’uomo solo ciò che merita di soffrire”.
Morale della favola
Il valore di una persona non si misura da ciò che possiede o da ciò che le manca,
ma da come sceglie di comportarsi.
Chi è buono e giusto, anche se ha una ferita o una mancanza, è più completo di chi ferisce gli altri con parole cattive.